giovedì 8 ottobre 2020

Punto di corda: i promessi recensi

Riprendere a scrivere,  soprattutto in Sicilia, sta diventando per me sempre più difficile. È come se mi fossi inconsapevolmente imposto di dedicare il mio tempo ad altre cose, la scrittura è ormai cosa viola. Ci sono delle cose che però devo scrivere necessariamente nel prossimi giorni, o scadranno nel tempo... Inoltre, questo scritto "recensione" l'ho promesso...

Una decina di giorni fa sono stato invitato a questo evento virtuale come "partecipante", "Punto di corda il pomeriggio delle idee", organizzato dalla LUISS. In poche parole, descrivendo il significato di "punto di corda" nel motociclismo, cioè il momento in cui il pilota ricomincia ad accelerare finita la curva, si chiede agli ospiti di esprimere in cinque minuti, la propria prospettiva del 2021, partendo da una parola chiave. Per comodità ho deciso di non citare tutti gli ospiti di questa tavola rotonda,  ma solamente quelli di cui ho preso appunti, perché vicini a temi da me già trattati e quindi ben conosciuti, o perché i temi fossero ritenuti interessanti. Se per comodità sarò breve nel citare il lungo elenco di relatori, per chiarezza sarò più lungo di quanto avrei detto in cinque minuti.

Partiamo dal fatto che, nell'ipotesi in cui avessi anch'io dovuto fare un intervento, non avevo cercato una parola chiave e fatto uno scritto completo perché,  mentre giù al nord si stanno completando dei tester sul covid19 a risposta di circa quindici minuti, io ero in attesa da nove giorni del risultato, arrivato esattamente alle 18:45 della sera prima di questo evento. E questo racconto sarebbe stata la premessa al mio intervento. Avrei comunque portato un tema che sarà il mio tema chiave del 2021 e cioè il probabile acquisto di un terreno dove far partire il progetto del Parco Naturale Monumentale Scientifico Sperimentale Di Pasqua-D’Agostino.  Poi, sarei necessariamente dovuto passare alla spiegazione di "Naturale, Monumentale, Scientifico e Sperimentale", e qui avrei quasi del tutto esaurito il mio tempo. Ho suddiviso e raggruppato gli interventi basandomi sullo sviluppo del mio discorso qui affrontato. 


Dr.ssa Irene Pasquetto (IP) + Dr.ssa Vittoria Colizza (VC)

Dr.ssa IP.  《La fine del rancore verso l'errore. Per esempio, alle elezioni del 2016 in USA, Clinton 70%, Trump 30%, ma alla fine vinse Trump》. - Un riassunto del genere sarebbe incomprensibile. E infatti questi sono stati i primi appunti, ero più concentrato a non dimenticare quello che volevo dire e che non avevo avuto il tempo di scrivere. Però per fortuna posso riassumere adesso partendo dalla frase fra virgolette. Buona parte del discorso era incentrato sulle eccessive aspettative, a suo modo di vedere, sui sondaggi e di conseguenza sulla eccessiva reazione negativa quando gli stessi sondaggi sbagliano nei risultati. In questo senso è da intendersi la frase citata.

Dr.ssa VC.  《La cultura del dato ci manca (ai cittadini). (ESEMPIO) OCSE: 1 italiano su 4 è in grado di leggere,  ma non capisce quel che ha letto》.

Non è un mettere le mani avanti,  è l'aver imparato che estrapolare frasi dal contesto può essere fuorviante. A quel punto però bisogna decidere se e cosa scrivere ed io ho decis di affrontare questa che ho definito "recensione", sia perché l'ho promessa ad alcuni recensiti (per questo "I promessi recensi") in privato il giorno della videoconferenza,  sia perché non ho potuto esprimermi quel giorno,  che fosse per motivi di tempi, di scelta preventiva degli organizzatori,  o per entrambi i motivi.

Come ho già scritto privatamente nella chat webex alla  Dr.ssa Vittoria Colizza, lei ha pienamente ragione. Partendo dalla mia citazione preferita sulle parole, di Nanni Moretti,"le parole sono importanti", i dati sono le parole di chi li usa,  e dunque altrettanto importanti,  quando non fondamentali.  Quindi è vero,  manca una cultura del dato; ma bisogna distinguere questa carenza, se la si accosta al cittadino comune, che ha il diritto-dovere di informarsi e la stessa carenza accostata a media e politici, che hanno il dovere-dovere di conoscere quantomeno i dati utili al compito del momento, articolo giornalistico o lavoro parlamentare, per esempio. Poi ci sarebbe da fare un ampio, serio e dettagliato discorso sui dati, e nello specifico sui sondaggi. Per questioni di opportunità non farò qui un ampio e dettagliato discorso,  ma è un tema che ho già iniziato a trattare per un lavoro universitario,  del quale vi riporto alcune domande che mi sono posto ed il perché io mi sia posto queste domande.

  • Sono i sondati che indirizzano i lettori, o i sondaggi?
  • Sono i sondati che indirizzano sondaggi, o i sondaggi indirizzano i sondati?... 
Indirizzare, come si evince, è il termine emerso dalla mia ricerca. Se è un termine non corretto,  che me lo vengano pure a contestare SWG, Youtrend, Noto sondaggi, Alessandra Ghisleri e tutte le altre Società di sondaggi che ho contattato per la mia ricerca, che non si sono neanche degnate di risponsere perché per quanto mi riguarda, un sondaggio tra i 600 ed i 1.200 intervistati, ha un valore pari a 0,002 (... % della popolazione). Poi ci sarebbe da discutere anche in questo caso approfonditamente di quella che nel mio elaborato ho definito "fonte secondaria", cioè chi riporta i dati elaborati da altri (fonte primaria). Allora alla dr.ssa Colizza, ho fatto il seguente esempio, da me definito brutto:

La Dr.ssa ha citato questo dato (fonte secondaria) OCSE (fonte primaria): 1 italiano su 4 è in grado di leggere,  ma non capisce quel che ha letto. Maurizio Crozza, ecco perché esempio brutto, anche se oggi come oggi è più affidabile di AUTOCENSURA, ha parlato di un 70% di ialiani che è in grado di leggere,  ma non capisce quel che ha letto. Io,  ho sentito Tg nazionali parlare del 50%. Chi ha ragione? Ha ragione chi va' a controllare sul sito OCSE e informa gli altri sul dato reale.
Concludo dicendo che l'ho ringraziata tantissimo per aver portato in po' di expertizità francese e parigina che a me fa sempre tanto tanto bene. Ma questa è un'altra storia. 



On. Maria Elena Boschi

Demos, con i suoi tre significati composti, è stata la parola chiave dell'On Boschi. E su questo intervento mi sono trovato triplamente in difficoltà,  ma andiamo con ordine.

Democrazia, dice l'Onorevole Boschi, ricordando i suoi studi al liceo classico, significa 《popolo》- Démos e《potere》- kr  tos,  quindi Potere al Popolo. Da opporre ai populismi che oggi vediamo.  Si può anche formare demografia ed una terza parola che mi sono perso perché stavo già scrivendo qualcosa sulla prima. 

Consapevole di cosa avrei detto se avessi aavuto l'opportunità di fare un intervento,  mi ripetevo "E ora come glielo dico?". La risoosta era sempre la stessa, "come ho sempre scritto.". A luglio, uno dei miei esami universitari comprendeva un libro dal titolo "Scienze per la democrazia". Inoltre,  il professore, autore del libro, ci ha fatto una lezione proprio sul termine Democrazia. È vero, il termine democrazia significa "potere al popolo", ma, secondo la sua spiegazione, non significa potere a tutti, come cioè è stato inteso fino ad oggi. Inoltre, proprio per il suo significato, ha avuto accezione negativa fino al 1700, ma su questo sarò più dettagliato quando tornerò a Firenze e troverò gli appunti che ho lasciato a casa. Di certo, dal 2019, non posso più attribuirmi questo termine, perché visto che "le parole sono importanti", non è certo la democrazia il mio modello di governo di persone e cose di un popolo, e neanche la Oligarchia Democratica in cui palesemente ci troviamo e che nessunomha il coraggio di definire tale. Anche se a questo punto dovrò probabilmente rinominare un mio vecchio scritto così intitolato. Men che meno io mi senta populista. In attesa di trovare un termine più appropriato, sperando che anche Respublica non riservi troppe sorprese,  Cosocrazia è forse quello che farebbe meno danni, peccato non essere riuscito a proporlo e quindi a dibatterci su col professore,  ma è proprio quando ti aspetti un professore anticonvenzionale che ti ritrovi un professore convenzionale più delle convenzioni che dichiara di combattere. 



Per una troppo limitata raccolta di appunti ho dovuto tagliare la recensione sugli interventi della Dr.ssa Franca D'Agoatini, il Prof. Domenico Siniscalco, il Prof. Andrea Montanari ed il Prof. Giuseppe Italiano. Inoltre, tra "Prof., Sott. ed On.,", passati o presenti, pur conoscendo buona parte dei relatori, mi auguro che quelli non conosciuti non si offendano per qualche "titolo" dato o non dato. Detto questo, adesso passarei alla recensione generale dell'evento. 

Non avevo previsto questo scritto. Ma ho pensato di scriverlo perché, primo punto di recensione, mi è mancata la possibilità di interagiare attraverso un dibattito finale aperto. Ho chiesto ad uno degli organizzatori,  ma non ho avuto risposta,  così ho deciso di scrivere e di passare questo scritto a tutte le persone citate.

Credo sia uno dei pochi eventi a cui ho assistito dove dall'inizio alla fine si è mantenuta una linea comune. Ognuno ha espresso il proprio punto di... corda, senza però uscire dalla traiettoria. Giusto per non passare per leccapiedi, non di tutti gli intervenuti ho stima ed un paio di interventi non mi hanno suscitato né interesse, né spunto di riflessione; e voi non saprete mai i nomi di nessuno di questi. Di sicuro, magari in prospettiva futura, suggerirei meno interventi e come già si intuisce, la possibilità di intervento da parte del pubblico, o di quelli che webex definisce "partecipanti". Altrettanto importante è che questi incontri producano qualcosa, come del resto auspicato dal Prof. Gianni Riotta, perché di conferenze fini a loro stesse ne è pieno il mondo (frase mia non del Prof. Riotta).

Se non vi basta, ho deciso la mia parola chiave per il 2021, anche in base a tutti gli interventi ascoltati ed alle riflessioni successive: Riflessione. Se qualcuno ancora non lo avesse capito, la guerra contro il Covid19 è ancora all'inizio. Mi sembra molto evidente che per questioni economiche le persone debbano uscire e lavorare, per continuare a sopravvivere. Tralascio completamente il divertimento.  A questo aggiungerei che la menzogna detta e ripetuta sull'unicità di questo evento, svia dal comprendere che come per la "Spagnola" di cento anni orsono, anche per il Covid19 ci vorranno due o tre anni prima di vedere di nuovo la luce. E allora? E allora, visto che il pianeta sta morendo, visto che l'economia virruale ci sta uccidendo, visto che l'umanità, intesa come sentimento non come specie vivente, è quasi estinta, io proporrei di fermarsi un attimino a riflettere. Usando una metafora calcistica, direi di fare un po' di tiki taka, ma non quello italiano, che in realtà è melina senza logica che causa spesso il gol avversario, o se ti va bene il calcio d'angolo dopo parata da brivido del portiere. Intendo il vero tiki taka, quello ragionato, che stanca l'avversario e con una logica nascosta, senza che l'avversario se ne renda conto, smarca gli attaccanti e ti fa segnare. C'è da dire però che mantenere il possesso del pallone non è mai semplice, per questo bisogna esercitarsi. Ecco, esercitiamoci a mantenere il possesso di questo mondo e poi pensiamo ad attaccare verso il miglioramento perché al momento stiamo in zona retrocessione.

Bene,  da promessi recensi, oggi siete recensiti.




Note

Alcune spaziature non sono fine di paragrafo ma nuova struttura di blogger.com che non riesco a modificare da tablet.  Io volevo solo andare a capo. Modificherò quando possibile.

Anche per alcune carenze, già ammesse all'interno del teato, modificherò quando possibile.



sabato 22 giugno 2019

La ragazza del castello di carta

Questa è la breve storia di un sogno.
Userò un nome di fantasia perché è stato un sogno su persone reali. Questo sogno è avvenuto più o meno tre settimane fa. A raccontarlo oggi, alcuni ricordi ed alcune sensazioni sono quasi svanite. Ma, purtroppo, chi ha il dono di scrivere ha anche il peso di conservare dentro di sé quasi tutte le emozioni, riuscendo a trasmetterle attraverso le parole. Purtroppo, o per fortuna, a seconda dei punti di vista.

Mi ritrovo ad Assoro, e mentre cammino tra le vie del paese, mi è improvvisamente venuta in mente Carlotta. Chissà cosa sta facendo e dov'è in quel momento. È passato del tempo da quando l'ho persa, eppure non riesco proprio a dimenticarla
- perché dimenticare una persona stupida, una persona che ti ha fatto soffrire per puro gioco, è un conto, dimenticare una persona che hai perso dopo aver avuto la certezza di essere nei suoi pensieri, un altro e io non riesco e non ho voglia di dimenticare -.
So dove vive e allora, questa Notte, ho deciso di cercarla, ad Assoro
- nome che sicuramente non ha mai sentito e che altrettanto sicuramente leggerà qui -.
Sono arrivato fino all'ingresso del suo castello
- la mia scuola elementare, scuola elementare ancora oggi -
che all'interno però mi ricorda il chiostro della mia università di Catania. Il mio amico non vuole che entri. Perché sì, è vero, vi era un tempo in cui lei aveva voluto me, ma poi la sua scelta era stata un'altra. Io non dovevo più cercarla. Ancora una volta il doppio tarlo: quello dell'amico e quello dentro la mia testa. Io sono qui, ed è più la voglia di entrare che quella di andar via. Allora, entro. Lei non c'è, ma prima o poi dovrà pur rientrare. Più che altro, avrò la forza di rivederla, oltre ad averne la voglia? Mentre aspetto, mi si avvicina della gente con cui chiacchiero del più e del meno e che mi chiede come mai fossi lì. Sono qui per Carlotta, è l'unica risposta e che lei non mi aspetti più da tempo è la contro risposta, unica. Resto immobile, non mi sposto da dove sono. Attendo senza alcun dubbio e solo quella preoccupazione. Ma tenacemente attendo.
Ad un certo punto arriva ed io la vedo dall'esatto punto opposto rispetto a dove entra. Subito il cuore in gola. Più s'avvicina più il cuore batte forte
- no, non esce dalla gola, resta lì e batte più forte. Altrimenti dovrei inventarmi un altro detto per descrivere la scena -.
Siamo ad una distanza di un paio di metri, non di più. A parte guardarci, nessuno dei due riesce a dire una parola. Lei mi vede e subito abbassa lo sguardo. Perché sa benissimo i motivi per cui è scappata via. Ma non capisce perché io sia lì.
- Non può capirlo poiché figlia di un Amore Diverso -.
Io lì altrettanto fermo per qualche secondo, la guardo, da quei due metri, e non riesco a dire una parola perché quali parole può dire colui che viene ingiustamente allontanato poiché figlio dell'altro Amore Diverso?
- E non volendo per ora anticipare i suoi pensieri, perché lì so, anticipo parte dei miei. Anzi, un solo, il resto sarà immerso nel racconto -.
Dio mio quant'è bella! - di bianco vestita -.
Poi, abbasso lo sguardo pure io, colpevole di esser al cospetto del suo castello, non tanto e non solo di lei; io il figlio del barbiere destinato a far grandi cose ed ostacolato da grandi ostacoli...


LA CONTINUO QUANDO NE HO VOGLIA...

Dio mio quant'è bella! È la stessa cosa che ho pensato appena sveglio. Per tutto il sogno mi è sembrato fosse davvero davanti a me seppur ad una distanza non inferiore ad un paio di metri.



giovedì 14 marzo 2019

Lettera a Simone Ceriotti (Il Fatto Quotidiano)

PREMESSA

Ho deciso di togliere qualsiasi commento che possa influenzare il lettore. Ma di fare completamente finta che non sia successo nulla, no quello no. Non riesco. Non voglio.
Ma quale Re Nudo!
Questa è la seconda lettera delle circa venti che ho deciso di pubblicare. Di certo non l'ultima e di certo non le pubblicherò tutte e venti.
Il destinatario di oggi è Simone Ceriotti, giornalista de Il Fatto Quotidiano.


E-mail precedente "Lettera alla moglie di Faber" - LINK

Invito - Presentazione Associazione Di Pasqua-D'Agostino, Bologna 14/12/2018

domenica 10 marzo 2019

Lettera alla moglie di Faber

Non scrivo in questo blog da un anno.
E questi prossimi scritti sarebbe forse sarebbero più Associazione Di Pasqua-D'Agostino che da Salvatore Di Pasqua Neorealismo 2014. Ma al momento Associazione Di Pasqua-D'Agostino è Salvatore Di Pasqua e Salvatore Di Pasqua Associazione Di Pasqua-D'Agostino. Però bisogna anche capire quando prevale più una parte dell'altra. Quando a rischiare deve essere l'Associazione Di Pasqua-D'Agostino e quando Salvatore Di Pasqua. Un po' come fanno quelle de Il Fatto Quotidiano. Quando conviene mettere il nome del giornalista e quando conviene nasconderlo dietro La Redazione.
Oggi nascondo l'Associazione dietro il parafulmine Salvatore Di Pasqua.

In attesa della presentazione dell'Associazione Di Pasqua-D'Agostino ad Assoro, prevista per fine Maggio ho deciso di pubblicare alcune delle E-mail/invito per la presentazione dell'Associazione a Bologna il 14 dicembre 2018. In un periodo di "strike friday" o "friday for future" o "strike friday for future climate" o infine "qualsiasidicitura purchéin inglese e fattada stranierichefa figo", voglio raccontarvi cosa è successo per/a Bologna.



All'attenzione del presidente Dori Ghezzi De André - Invito alla presentazione Associazione Di Pasqua-D'Agostino, Bologna 14/12/2018

sabato 20 gennaio 2018

Ma io non ci vedo doppio sempre!


Sarà coincidenza, non lo so, ma visto che Claudio Guerrini (spero sia lui ma su google la coppia radiofonica che mi spunta è sempre Lanfranchi-Guerrini), ritengo sia giusto rispondere, brevemente, per precisare:
Non ascolto RDS dal 16 dicembre,o meglio, facendo zapping ci sarò pure passato, ma io non ascolto la Radio, io ascolto Musica alla radio, poi qualunque Stazione sia, appena prendono voce i conduttori, o c'è musica che non mi piace, cambio.

Non so se, a parte oggi, quindi, il mio scritto sia stato tema di discussione, quantomeno su RDS. Qualora sia stato così, e lo sia ancora, il mio scopo è stato raggiunto.
Su "latte e banana", conoscendo q.b. l'italiano, il discorso è stato sia semplice per quel che riguarda oggi, sia conferma per quel che riguarda il Post, precedente, di cui, che ci crediate o meno, per MIO pudore, non riesco a scrivere di nuovo il titolo. Andando ad oggi,
Roberta Lanfranchi, legge latte e banana e... quello che ho pensato io è esattamente quello che ha pensato lei. Cosa? Fingiamo che sia un dialogo a tre; lei sa benissimo cosa ha letto e quale sia stato il SUO PRIMO pensiero: come dormo dopo aver mangiato latte e banana? Il Punto, di oggi e dell'altra volta, è un altro: io non ho mai detto che Roberta Lanfranchi FACCIA (lei) doppi sensi.
Lei legge, Claudio Guerrini cerca, scova e comunica i doppi sensi, Lei sta al gioco. È diverso quel che ho scritto.

Ora, premettendo che per me oggi il discorso si chiude, SE, sia l'altra volta che oggi, ho detto qualcosa di non vero, sono pronto a chiedere pubblicamente scusa.
Consapevole che non sia così, SE per Voi, per RDS, per i vostri Figli è tutto "Scialla Bro.", fra una settimana, tutto sarà come prima.


Tranne una cosa, che non Vi riguarda, ma riguarda me. Io smetto di scrivere perché non ho intenzione né di fare 400 visualizzazioni in un mese, né 3800 in quattro giorni, utilizzando un linguaggio e un modo di essere che ho scelto di NON utilizzare e NON essere, quasi vent'anni fa.
Mi occuperò di qualcosa a cui tengo davvero, e che spero possa diventare una Realtà importante.

N.B.
Per dimostrare che non è farmi pubblicità, io mio scopo. Questo post lo manderò solo a Claudio Guerrini, che mi auguro legga, prima magari di bloccarmi pure lui.

Chiuso.

sabato 13 gennaio 2018

A Roberta Lanfranchi piace riceverlo a cucchiaio

16 gennaio 2018
Premessa
Ho scritto tutto in una volta, ma purtroppo siete una società che ha tanti mezzi per comunicare, ma poca voglia di stare ad ascoltare. Pubblicare tutto in una volta, pur essendo un modo per darvi tutte le risposte ancor prima che vi poniate domande inutili, mi avrebbe precluso l'obiettivo finale: fare un ragionamento unico (chiaro ed inequivocabile). Che poi voi non lo accettiate a prescindere, non mi interessa. Il mio compito è limitato  a raccontarvi i fatti e le mie riflessioni su essi. Detto ciò, troverete da adesso lo scritto suddiviso in parti, con la data di pubblicazione, in modo tale da riprendere da dove si era interrotta la vostra lettura, e questo perché manterrò lo stesso post e lo stesso titolo.
Ci tengo a precisare come ultima cosa che il linguaggio qui utilizzato è FORZATO, non mi rappresenta né nella vita privata né in quella pubblica. È  il modo di parlare della Società di oggi, ribadisco NON IL MIO. Prendete dieci posts a caso in questo blog, leggete e ne avrete le prove.


13 gennaio 2018
Era il 16 dicembre. Il 16 dicembre per me è una data brutta da ricordare, soprattutto se si parla di donne. Eppure è di una donna che devo scrivervi.
Mancavano un paio d'ore a Napoli. Il traghetto da prendere per tornare a casa. In macchina, ascolto la radio. Sinceramente non ricordo né la stazione né il nome del programma. E non ricordo neanche il nome del co-conduttore. E neanche mi interessa ricordare! Ricordo solamente che ad un certo punto, Roberta Lanfranchi inizia a parlare di come i koala si abbraccino. Forse perché è periodo pre-natalizio, forse perché parlar di abbracci non fa mai male, o forse per un Perché da me non capito poiché stavo guidando e non tutta la mia concentrazione poteva esser dedicata alla radio. Io ricordo solo che dopo l'aver dichiarato che anche a lei, Roberta Lanfranchi, piaceva quel tipo di abbraccio, questa POSIZIONE a cucchiaio nell'abbraccio era diventato un argomento doppio-senso, dei quattro argomenti doppio-senso. Sì, quattro. Prima o dopo, sempre Roberta Lanfranchi parlando di un termine straniero che il co-conduttore non capiva, si esprimeva con la frase "te lo spello" per dire "ti faccio lo spelling della parola che non hai capito". Ancora doppi sensi del co-conduttore. Ma il minimo è stato raggiunto quando, il virgulto co-conduttore, si lasciava andare alla BATTUTA sulla scadente capacità intellettiva di Roberta Lanfranchi. Lì, il gelo di un secondo e mezzo circa, risatine sopra e avanti col programma. Il tutto, dalla posizione del koala, passando per la spellata e andando avanti col poco cervello della donna Roberta Lanfranchi,  secondo la BATTUTA del co-conduttore, durava due ore circa. Questa è la storiella base.

Mi ero imposto più o meno un anno e mezzo fa di non scrivere più sull'argomento "Imbarbarimento della Società" per quel che concerne l'aspetto della volgarità. Perché il disinteresse è evidente. L'imbarbarimento è già completato, basta vedere come in prima serata, su Striscia la Notizia, non solo Gerry Scotti chieda a Michelle Hunziker di baciarle il pisello mascherato da Donald Trump, ma anche come, non contenti, la sera dopo lo stesso simpaticone di Gerry glielo richieda come domanda fatta, se non ricordo male, e se ricordo male Striscia la Notizia ha un archivio di tutte le puntate, dal pubblico a casa. "Michelle, perché non hai voluto baciare il pisello di Gerry?" - e io mi immagino i figli di Gerry caro, della simpaticissima Michelle, mentre a casa si sganasciavano dalle risate. Quella Striscia la Notizia che per anni si andava a cercare i doppi sensi dei canali altrui per moralizzarci e che da cinque/sei anni a questa parte è in prima linea con i doppi sensi e casualmente quando conduce Michelle Hunziker, o Michelle Hunziker e Cristian De Sica (...), ne produce a bizzeffe. Ma la dolce Michelle, ci spiegherà il senso di questi doppi sensi al prossimo incontro nella prossima scuola o nel prossimo cortometraggio,  della sua Associazione che aiuta le donne vittime di abusi. Ne sono certo. E magari sarà accompagnata nello spiegare, dalla VIP Ceci Rodriguez, perché a lei i piselli piacciono molto, soprattutto quello del suo attuale fidanzato, o almeno, a Le iene la VIP Ceci ha detto così.



Queste sono alcune delle donne a cui ho posto una semplice domanda:
- Questa vignetta, per voi donne, è satira? -
Nessuna di queste donne ha avuto il coraggio di rispondere. Perché?...
Io posso immediatamente dirvi che non è satira, ma sciacallaggio. Il perché ve lo spiegherò solo se una ed anche solo una delle omertose madame, me lo chiederà.
















Partiamo dal presupposto che una battaglia sulla dignità della donna come persona e lavoratrice che oggi parta, si sviluppi e viaggi da Hollywood è come dire che da domani Luciana Littizzetto non avrà più la minchia in bocca nelle sue digressioni filosofico-giullaresche né su Rai 1, e sarebbe ora, né fuori da Rai 1. Ma fuori da Rai 1, arrivati ad un certo punto, non c'è canone... ma dopo le mie innumerevoli denunce attraverso gli scritti presenti su questo Blog, approfittiamone! Solo un idiota non capisce quanto il linguaggio schifoso e costantemente pieno di doppi sensi, sia una delle cause dello schifo che ci circonda. Anche per vendere una macchina del caffè si deve parlare di sesso. Idioti. Chi fa marketing questa lavatrice del cervello chiamata sesso, la conosce da sempre. Stupido, anzi rimaniamo sul pezzo, idiota è che tutti questi genii che mi hanno circondato e mi circondino non l'abbiano capito. Io stupido Joudemots, sì. Tutti sanno che il mondo dello spettacolo è pieno di prostituzione fisica, più che intellettuale. Ma come tutte le cose squallide che tutti sanno, si cerca il pollo che si fa beccare per poterle ammettere pubblicamente (Fausto Brizzi in Italia), e fino ad oggi è stato impossibile sventolarle ai cinque/sei continenti. Anche se in Italia, sappiamo che esiste un intero palazzo, pagato da un imprenditore italiano delle telecomunicazioni a circa € 2.500/olgettina...


16 gennaio 2016
Ritorniamo alla vicenda di partenza. Questo scritto doveva essere a difesa di Roberta Lanfranchi. Ma è impossibile, o meglio, impossibile una piena difesa. Perché?
La prostituzione intellettuale,   sapete cos'è? È quella che ha consentito a Enrico Mentana di lavorare per più di un decennio per Berlusconi, assumere forte sicurezza economica e forte popolarità (ingiustamente e se vorrete vi spiegherò perché), ma solo dopo esser andato via dalle aziende berlusconiane, accorgersi dello scempio morale che il cosiddetto berlusconismo stava creando, denunciandolo quando ormai la trasformazione morale e quindi Politica dell'Italia, era più che iniziata.
La prostituzione intellettuale è quella che ha consentito ad Augusto Minzolini di nasconderla definendola "Linea Editoriale" ricevendo in cambio una candidatura a Senatore, di modo che venisse sicuramente eletto, dopo le sacrosante dimissioni per una squallida direzione del Tg della Televisione pagata dagli italiani (che gli italiani siano ebeti si sapeva prima del web-eti). Il solo pensiero che, Perugia per la scuola di giornalismo o Milano come specialistica o Master in giornalismo, mi faccia ritrovare davanti a questi due, o Vespa, o Belpietro, o Lucia Annunziata, Gramellini, mi fa rabbrividire. Gente che un giorno annuisce alle parole dei Cialtroni Politicanti, il giorno dopo li "Critica negativamente", il giorno dopo ancora, cambia ancora opinione a seconda dello sventolare della Bandiera Politica di moda, perché tanto potranno sempre dire di esser solo giornalisti e raccontare solo i fatti. Tanto a parte questo mio sputtanamento, chi ha mai avuto il coraggio di dir loro:
«esiste la possibilità di raccontare in modo oggettivo un fatto, ma questa possibilità non si chiama Bruno Vespa, Maurizio Belpietro, Lucia Annunziata, Claudio Brachino (e l'elenco completo se vorrete un giorno lo faremo assieme)».
Non dimentichiamo Nicole Minetti, da scosciata ballerina di Colorado a addirittura consigliere regionale nella Capitale Economica d'Italia, la Lombardia.
È prostituzione intellettuale, lavorare per una emittente nazionale, facendosi insultare, sminuire ripetutamente. Perché è evidente che quel che io ho sentito solo in due ore, sia un meccanismo consolidato da anni.
Non rinunciare a stipendi alti, popolarità, pur di mantenersi in quello che, la da me non compianta Marina Ripa di Meana avrebbe definito Jet Set, non è portare a casa la pagnotta. È solo ed esclusivamente Prostituzione Intellettuale per portare a casa popolarità e pagnottone, perché sono altrettanto certo che lo stipendio di Radio Quelladovelavoralanfranchi sarà leggermente più alto di quello di Radiolocale Ovunquesia. Anche se, proprio ieri, mentre ascoltavo R.S.C., radio catanese, «il cazzo» e il «mentre stavo cacando», è ormai Norma. Il download dello squallore è, ripeto, ormai completato.
Io, come tanti altri, ma se permettete, parlo solo per me, non mi sono mai sottomesso a questo squallore, e lo rivendico con forza, anche se l'ho pagato e lo pagherò ormai per sempre.
È giusto dire, perché lo penso davvero, che mi dispiace. Mi dispiace che Roberta Lanfranchi, comunque, se la prenderà anche con me, in quanto se indifendibile è quel maiale che in questo scritto mi sono volutamente limitato a denominare co-conduttore perché indegno di esser chiamato per Nome e Cognome, indifendibile è anche lei che ha accettato di essere trattata per come è stata trattata prima di queste parole e CERTAMENTE dopo queste mie parole. Indifendibile perché pur di non rinunciare, né lei ne tutte le VIP (di 'sto cazzo) qui citate, si degnerà e si degneranno di rispondere, di aprire un vero e serio dibattito CON ME - secondo voi mi inviterà in trasmissione a parlarne? Ahahahahahahahahahahah - o anche a FARE come me, prendere spunto e finalmente, difendere le Donne, ma per davvero, come sto facendo io con questo scritto. Perché? Perché so già che queste PAROLE siano inutili, eppure ho iniziato, continuo e finisco?


Conclusione
Pur essendo partito da un punto, raccontare una Storia di ordinaria follia, proprio perché di ordinario ormai si parli, mi è servito per prendere una decisione chiara e definitiva:
Non scriverò più.  Certo, creare una Associazione, oggi, comporta necessariamente un lavoro virtuale, in blog, scrivere, ma è arrivato il momento di confermare e attuare, più che prendere, una decisione che ormai rinvio da tre anni. Tenetevi pure questa sub-cultura. Se dieci anni fa parlavo di un mondo allo sfascio, oggi è già sfasciato. Lascio ai vostri VIP da salotto la ipocrita descrizione, ricordando però a voi pubblico che Loro parlano e incassano denaro parlando, voi, noi continueremo solo a subirne le conseguenze.

18 gennaio 2018
Co-conclusione
Ho fatto un errore. Ho scritto conclusione quando in realtà non avevo finito.
Prima ho riletto tutto quanto e, come ricordavo, non ho risposto ad una domanda, ad una di quelle che non necessitava richiesta esterna, alla domanda che integra e conclude questa storia durata quattro giorni.
Perché nessuna delle DONNE VIP ha risposto ad una mia richiesta di sostenere una mini-battaglia sulla difesa delle DONNE VIP E NON, attraverso la critica negativa di quella vignetta?
I perché sono due:
1) Perché alcune di loro sono facenti parte lo stesso sistema che ho descritto sin'ora. Quando hanno visto quella vignetta, non hanno minimamente colto la gravità. Quale gravità? Se me lo chiederà una di loro, risponderò.
2) Il secondo, è invece un pochino più lungo...
Partiamo da una frase estratta dall'intervista di questi giorni di Brigitte Bardot,
«le attrici fanno le civette coi produttori per ottenere una parte». Ora, come accade in tutto, c'è chi dice una cosa, c'è chi ne afferma il contrario. Il punto è che fortunatamente a volte puoi affermare quello che vuoi, ma l'evidenza è l'evidenza. Che nel mondo lavorativo, compresi cinema, spettacolo, portaborse dei parlamentari, esista la prostituzione maschile e femminile, fisica ed intellettuale, lo sanno tutti, anche il figlio del corrotto e corruttore Bettino Craxi. Solo che fino a quando non si è davvero affamati, come grande numero di popolazione, si tollera. Oggi che il mondo si impoverisce, di soldi, non di risorse reali, si è COSTRETTI a lottare di più. Con tutti i problemi che ci sono oggi, è quasi assurdo occuparsi delle molestie sessuali sulle attrici. Non perché le molestie sessuali non siano un tema importante, e che il sottoscritto sia sensibile al tema, c'è questo scritto che lo dimostri, ma perché delle MOLESTIE SULLE DONNE se ne sono fregati altamente tutti quanti, quando a raccontare, più che denunciare, velocemente la cosa, fu Veronica Gentili, tre anni fa circa, da Michele Santoro (io me lo ricordo...). Il mondo, compreso il lustrinato mondo hollywoodiano, se n'è fregato quando la portaborse (LINK) denunciava la doppia violenza di non esser pagata per un anno e mezzo e di messaggi poco equivoci. Chi è? Chiedete ai Media nazionali di chiederlo ai giornalisti de Le iene.  Questa vicenda è un milione di volte più grave. Perché? Provate a immaginare gli stessi fatti alla Casa Bianca? - LINK. Insomma, perché? Perché questo silenzio? Perché dipende dalla popolarità di chi parla il valore di quel che dice.
Ancora non ci credete? L'ultima prova,
Questa Storia da me raccontata ha avuto quasi quattromila visualizzazioni in quattro giorni (ho iniziato a ricopiare il 13/1 su questo blog, ma ho pubblicato il 14). Questi sono numeri da Giornalista professionista Nazionale, ma non ha suscitato nulla. Di solito questi sono numeri che faccio in sette mesi. Ma queste parole, dette da meme appunto, valgono ZERO. Effettivamente, mi sto annoiando pure io spiegarvi in dettaglio in quale mondo schifoso tutte le persone qui citatea mi costringano a vivere. Io vorrei scrivere d'altro, per esempio del creare lentamente, dal nulla un'associazione di beneficenza. Ancora di più, un Bosco... ed è comunque quello che farò. Smetterò di scrivere, è vero, ma smetterò solo di scrivere la Distruzione altrui per passare alla Creazione mia.


Ah... quasi dimenticavo. 
Non sono stato e non sono suo amico, né reale, né virtuale. E non mi interessava o interessa esserlo.
Ancora prima di leggere la seconda parte, quella in cui dicevo che mi dispiace, ma che è indifendibile, mi ha bloccato. In poche parole, se l'è presa con chi ha provato a difenderla, non riuscendoci.


CRONISTORIA E LINK CORRELATI
Parentopoli e lavoro in nero in ParlamentoLINK

Monica LewinskyLINK



domenica 18 giugno 2017

Spiegazioni su Storia de La garza ladra (Parti I, II e III) 27/6/17, ore 21:00



  1. Appena definita la scaletta, pubblicherò, non necessariamente tutti in una volta, i temi essenziali che utilizzerò come punti chiave per sviluppare il discorso.
  2. Probabilmente non sarò in diretta, questo comporterà che i video dalle 21 in poi saranno disponibili, in ordine, su Youtube, Facebook (direttamente sulla pagina fan), e Twitter.
  3. Tutti gli aggiornamenti saranno di volta in volta pubblicati qui.




CRONISTORIA E LINK CORRELATI
Presentazione web La garza ladra - 17 giugno 2017, ore 19:30 - LINK Presentazione web La garza ladra - 7 giugno 2017 - LINK
PAGINE PRECEDENTI e Presentazione web La garza ladra - 27 maggio 2017 - LINK
PAGINE PRECEDENTI e Presentazione web La garza ladra - 18 maggio 2017 - LINK
Invito alla Presentazione web La garza ladra - LINK
Presentazione web La garza ladra -18/05/2017 LINK