venerdì 8 marzo 2013

Se questo è un leader


16 gennaio 2013 da Facebook.

Se questo è un leader

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
<< In un gruppo sociale il capo (dal latino caput, 'testa' per estensione metaforica) o leader (dal verbo inglese to lead, 'guidare') è chi ricopre un ruolo di leadership, intesa come processo d'influenza sui membri del gruppo per il perseguimento degli scopi comuni.
I termini capo e leader, usati in senso lato, sono sinonimi; tuttavia, i due termini possono essere usati con un significato più ristretto, che considera la fonte dell'autorità: si distingue, infatti, la leadership in senso stretto, in cui un leader guida dei seguaci in virtù dell'autorità che gli stessi gli hanno conferito, dalla headship,[1] in cui un capo guida dei subordinati in virtù dell'autorità che ha ricevuto da una fonte esterna (ad esempio, un'autorità superiore).
Nei gruppi formali il capo ricopre una posizione di comando predefinita, solitamente identificata da una denominazione formale [...], che esiste indipendentemente dalla persona alla quale viene di volta in volta attribuita>>.

Questa definizione non mi è piaciuta tantissimo ma mi rompevo a cercarne altre. Manca il concetto di leader morale, di carisma.
In questo anno ho avuto la conferma di ciò che pensavo dal 2006. Non potrò mai essere un leader per come lo intendo. Mi manca soprattutto la intermediazione.
Mediare in un gruppo è importante. E' vero, spesso mediare è usato per ammorbidire gli interlocutori per ottenere i propri fini illeciti ma in una vera leadership un mentore deve avere in sé anche questo e cioè la capacità di mediare tra sé e gli altri, tra gli altri con gli altri, per mantenere l'equilibrio del gruppo, a maggior ragione quando le finalità del gruppo sono Alte. Leaership, headship, carisma, non mi mancano... ma manca la capacità di mediare però e mi sono reso conto che non è cosa da poco. Per questo non sarò mai veramente un leader. E' giusto dire, in quanti veramente lo siano stati? Ma di certo, mi tocca ribadirlo:
non sarò veramente mai un leader.

Quanto v'ho amato

Ho deciso di non utilizzare il blog come "Muro del Pianto", cioè come facevo con Facebook e Twitter. Non solo, ho anche deciso di non scrivere nessuna volgarità e nessuna allusione volgare. Diversa cosa sono i commenti durissimi come per esempio aver detto di Fabrizio Corona che è un idiota, cosa che confermo.
Questo però si sta rivelando un problema. A Firenze conosco poca gente, la mia settimana finisce il venerdì pomeriggio e di conseguenza non ho valvola di sfogo. In realtà una valvola di sfogo c'è, ma per "uno come me" una sola valvola di sfogo non basta. Quindi faccio fatica. Ho detto ai primi fiorentini conosciuti che: << Non voglio amare Firenze, non voglio amare i fiorentini, men che meno le fiorentine. Non voglio essere amato da Firenze, non voglio essere amato dai fiorentini, men che meno dalle fiorentine>>. Peccato che caratterialmente io sia esattamente l'opposto dell'obiettivo prefisso. Devo ammettere, ne sto soffrendo parecchio di questa situazione ma è una decisione maturata a Catania e non a Firenze. Decisione maturata dopo gli otto anni di esperienza Catanese. E ora, quando una cosa ce l'hai nell'animo è difficile tornare indietro a cuor leggero.

giovedì 7 marzo 2013

Premio letterario Pina D’Agostino DELIBERA DEL 7/03/2013



Dixneuf19                   ASU                          58
      C.F. 931812270872

PROT. NUM. 20130307


DELIBERA

  1. In riferimento all'art. 11 del vigente bando Premio letterario Pina D'Agostino, si comunica che entro il 25 marzo 2013 saranno comunicati i finalisti, il luogo, la data e l'ora della serata finale:
_ a tutti i concorrenti non vincitori sarà inviata una E-mail dall'ASU (asu.segreteria@hotmail.com)
   per l'invito alla serata finale.
_ i cinque concorrenti finalisti saranno contattati invece telefonicamente (3935499517) ed invitati
   alla serata finale, sarà spiegata la modalità di svolgimento in quanto i finalisti saranno resi tutti
   partecipi dell'evento.



Firenze, 7 marzo 2013



SALVATORE DI PASQUA
PRESIDENTE ASU

lunedì 4 marzo 2013

Intervento scritto nel blog La7 del programma Piazza Pulita


Allora lo riscrivo e spero di leggerlo fra 30 secondi.

Nel 2008 ho scritto un libro su un caso di malasanità, né RAI né Mediaset né La7 ha detto nulla. Perché pensavate che il mio obiettivo fosse solo la Telebrità.
Nel 2011 ho mandato i certificati elettorali avvolti nella bandiera tricolore di tutta la mia famiglia, né RAI né Mediaset né La7 ne hanno mai parlato, forse perché essendo il 150° anniversario dell'unità d'Italia, la cosa avrebbe potuto "disturbare il clima".
Mandate in onda solo i vostri amici o capi, al massimo le femminucce con le tettone di fuori, nascoste col nome di movimento femminista.
Spero che M5S continui a snobbare tutte le TV nazionali italiane. Voi chiamatevi i vostri Tremonti, Sgarbi, Corona, Giannino. E le notizia (poi bufale) continuate a farvele passare dall'Avv. Canzona.

La televisione è un mezzo, un mezzo può essere utilizzato in tutti i modi. La televisione nazionale (RAI, Mediaset, La7) è un mezzo importante. Non è Telecribbio dove si possono sparare tutte le porcherie possibili e non hanno effetto alcuno. E soprattutto è pubblica, anche quando privata.
Invece, l'avete sempre usata come cassa di risonanza dei potenti e degli amici. Sempre.
Lo so che è normale, dato che i mezzi importanti, come dicevo, sono stati raggiunti da "prostituti" intellettuali che cosa ci si può aspettare? Bene, allora non lamentatevi se gente seria vi evita.
BUFFONI!!!!

Quanto ti ho amato

Se tu mi avessi chiesto: "Come stai?" 
se tu mi avessi chiesto dove andiamo 
t'avrei risposto "bene, certo sai" 
ti parlo però senza fiato 
mi perdo nel tuo sguardo colossale, 
la stella polare sei tu mi sfiori e ridi no, cosi non vale 
non parlo e se non parlo poi sto male 

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai 
e non lo sai perché non te l'ho detto mai 
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te 

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai 
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai 
nell'amor le parole non contano conta la musica. 

Se tu mi avessi chiesto: "Che si fa?" 
se tu mi avessi chiesto dove andiamo 
t'avrei risposto dove il vento va 
le nuvole fanno un ricamo 
mi piove sulla testa un temporale 
il cielo nascosto sei tu ma poi svanisce in mezzo alle parole 
per questo io non parlo e poi sto male 

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai 
e non lo sai perché non te l'ho detto mai 
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te 

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai 
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai 
nell'amor le parole non contano conta la musica. 

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai 
non l'ho mai detto ma un giorno capirai 
nell'amor le parole non contano conta la musica.


[ROBERTO BENIGNI]



Queste parole non saranno la massima espressione della poesia,
ma per me sono poesia.
Chi lo canta non sarà la massima espressione del bel canto,
ma per me è bel canto.
Questo brano non sarà la massima espressione dell'amore,
ma io non posso più né leggerlo né sentirlo perché
quelle parole e quella voce iniziano da subito a far tremare forte il
mio cuore,
il mondo attorno scompare ed entro in un limbo dove esistiamo io,
quei suoni, e poco altro ancora.
Raramente mi alzo in piena notte per scrivere. Per La garza ladra l'avrò fatto tre volte e pazienza se demolisco in voi la fascinosa caricatura dello scritto notturno. Pazienza anche se usate questa affermazione contro di me per dirmi che questo è uno degli altri punti che non mi accomuna ad un grande scrittore.

domenica 3 marzo 2013

http://www.youtube.com/watch?v=H9nPf7w7pDI

Vi è mai capitato di avere delle sensazioni su delle frasi che non vorreste pronunciare perché significherebbero la consapevolezza di quel qualcosa che quella data frase contiene e quindi dire quelle parole corrisponderebbe a rivelare una verità per voi dolorosa?
Ok, prima chiedetevi se siete stati in grado di comprendere la domanda appena fatta. E questo può accadere solo se avete avuto quella sensazione. Poi... rispondetemi.
Dopo quasi un anno è arrivato il momento di scriverla. Io voglio chiudere questo lungo capitolo, anche se non mi interessa aprirne subito un altro. Per me chiudere col passato non vuol dire rinnegarlo, non vuol dire chiudere e mai più riaprire. Solo una persona vorrei non aver mai incontrato, ma per fortuna non la vedo ormai da quattro anni. Il resto, tutto il resto, sarà chiuso nel mio cuore e nei miei pensieri, ma se dovesse un giorno esservi motivo di riaprire i pensieri e il mio cuore, lo farei.
Detto ciò:
Certi amori ti lasciano un'emozione per sempre.

SDP
...per Lei.